| Un cielo così sporco |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Recensioni Autore: Mimmi FrancoC'era agli inizi degli anni 90, in un paese chiamato Italia, un'agenzia di "consulenze". Consigliava gente di alto bordo: politici, industriali, giornalisti. Pesci grossi che non si ritrovavano più nell'acqua nella quale si erano abituati a nuotare: quella della cosiddetta Prima Repubblica. Le cose stavano cambiando. I giudici erano sul piede di guerra, la classe politica in via di trasmutazione, i potentati economici in dubbio e in gravi ambasce. Il sistema non teneva più, e non si capiva dove diavolo stesse andando. In questa palude agitata da gorghi e risucchi e cattivi odori l'agenzia prosperava come un fiore che spunta improvviso in un letamaio. La dirigeva il Senatore, che della Prima Repubblica conosceva vita, morte e miracoli e soprattutto gli inconfessabili segreti dei suoi protagonisti, segreti che anni prima aveva portato con sè in un baule alla volta del Brasile,dove aveva dovuto rifugiarsi dopo uno scandalo... Un giallo? Qualcosa di più perché la storia è come partorita dalla realtà, da quegli anni melmosi che non furono né anni di rivoluzione né di restaurazione, e che non sappiamo ancora bene che cosa siano stati. Qualcosa di più anche perché la cifra letteraria del libro è di inconsueto spessore: scrittura di qualità, capacità immaginifica, bagaglio cultiurale dell'autore si fondono nelle stanze dell'agenzia "Oracoli & Miracoli", e ne restituiscono tutta l'ambiguità di quegli anni. Il libro si chiama Un cielo così sporco, edizioni Diabasis, e l'ha scritto Franco Mimmi, giornalista di lungo corso. Non ci sono eroi nel giallo di Mimmi. Né Pepe Carvalho né Montalbano, e nemmeno antieroi. Ci sono invece un sacco di pezzi di merda, scusate il termine ma non ne troviamo uno più indicato, che navigano privi di rotta, avendo come unica stella polare il proprio interesse. Il cinismo ha fagocitato tutto, salvo le intelligenze diaboliche che appaiono invece esaltate dallo sforzo di sopravvivere, e di sopravvivere ricchi e potenti. Una metafora dell'italico trasformismo? Un impietoso pamphlet sul potere e le sue perversioni? Tutto ciò, ma anche di più: un romanzo sul nulla, sul vuoto etico, sulla vita pubblica asservita al bottino di pochi. Qualunquista? Per nulla, anzi. Amaro,questo sì. Ma soprattutto disincantato. È di Mimmi il disincanto del giornalista che sa con quali compromessi e compravendite d'anime si costruiscano carriere e potentati economici, che sa quanto conti l'arma del ricatto in politica. No, non è il libro di un moralista allo sbaraglio. È un gran bel giallo che restituisce l'atmosfera immobile e sospesa delle st anze dove si prendono certe decisioni, che resteranno per sempre senza titolari. Quest'Itala resta comunque il paese in cui spadroneggiò Sindona, e dove lo stesso Sindona morì di caffè come Pisciotta. Quel Sindona che un altro Senatore voleva alla testa della Banca d'Italia... O no? Per dire che Mimmi non aveva bisogno di inventare la materia prima. Quella c'era in abbondanza. Lui l'ha maneggiata, fusa e ricomposta dandole forma letteraria. Da leggere assolutamente. Risvolto di coperitna, Gianni Marsilli (L'Unità) Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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