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giovedì
nov 20
Un cielo così sporco  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Mimmi Franco
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Descrizione
Recensioni
Autore: Mimmi Franco

C'era agli inizi degli anni 90, in un paese chiamato Italia, un'agenzia di
"consulenze". Consigliava gente di alto bordo: politici, industriali,
giornalisti. Pesci grossi che non si ritrovavano più nell'acqua nella quale
si erano abituati a nuotare: quella della cosiddetta Prima Repubblica. Le
cose stavano cambiando. I giudici erano sul piede di guerra, la classe
politica in via di trasmutazione, i potentati economici in dubbio e in gravi
ambasce. Il sistema non teneva più, e non si capiva dove
diavolo stesse andando. In questa palude agitata da gorghi e risucchi e
cattivi odori l'agenzia prosperava come un fiore che spunta improvviso in un
letamaio. La dirigeva il Senatore, che della Prima Repubblica conosceva
vita, morte e miracoli e soprattutto gli inconfessabili segreti dei suoi
protagonisti, segreti che anni prima aveva portato con sè in un baule alla
volta del
Brasile,dove aveva dovuto rifugiarsi dopo uno scandalo... Un giallo?
Qualcosa di più perché la storia è come partorita dalla realtà, da quegli
anni melmosi che non furono né anni di rivoluzione né di restaurazione, e
che non sappiamo ancora bene che cosa siano stati. Qualcosa di più anche
perché la cifra letteraria del libro è di inconsueto spessore: scrittura di
qualità, capacità immaginifica,
bagaglio cultiurale dell'autore si fondono nelle stanze dell'agenzia
"Oracoli & Miracoli", e ne restituiscono tutta l'ambiguità di quegli anni.
Il libro si chiama Un cielo così sporco, edizioni Diabasis, e l'ha scritto
Franco Mimmi, giornalista di lungo corso. Non ci sono eroi nel giallo di
Mimmi. Né Pepe Carvalho né Montalbano, e nemmeno antieroi. Ci sono invece un
sacco di pezzi di merda, scusate il termine ma non ne troviamo uno più
indicato, che navigano privi di rotta, avendo come unica stella polare il
proprio interesse. Il cinismo ha fagocitato tutto, salvo le intelligenze
diaboliche che appaiono invece esaltate dallo sforzo di sopravvivere, e di
sopravvivere ricchi e potenti. Una metafora dell'italico trasformismo? Un
impietoso pamphlet sul potere e le sue perversioni? Tutto ciò, ma anche di
più: un romanzo sul nulla, sul vuoto etico, sulla vita pubblica asservita al
bottino di pochi. Qualunquista? Per nulla, anzi. Amaro,questo sì. Ma
soprattutto disincantato. È di Mimmi il
disincanto del giornalista che sa con quali compromessi e compravendite
d'anime si costruiscano carriere e potentati economici, che sa quanto conti
l'arma del ricatto in politica. No, non è il libro di un moralista allo
sbaraglio. È un gran bel giallo che restituisce l'atmosfera immobile e
sospesa delle st anze dove si prendono certe decisioni, che resteranno per
sempre senza titolari. Quest'Itala resta comunque il paese in cui
spadroneggiò Sindona, e dove lo stesso Sindona morì di caffè come Pisciotta.
Quel Sindona che un altro Senatore voleva alla testa della Banca d'Italia...
O no? Per dire che Mimmi non aveva bisogno di inventare la materia prima.
Quella c'era in abbondanza. Lui l'ha maneggiata, fusa e ricomposta dandole
forma letteraria. Da leggere assolutamente. Risvolto di coperitna, Gianni Marsilli (L'Unità)

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