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giovedì
nov 20
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Haddon Mark
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Descrizione
Recensioni
Autore: Haddon Mark
Editore: Einaudi

Nella finzione del libro, il libro stesso, ovvero “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” (titolo originale: The Curious Incident of the Dog in the Night-Time), viene scritto da un quindicenne affetto da autismo: un adolescente affetto da autismo non sarebbe mai capace di scrivere un libro, quindi la storia avrebbe dovuto essere narrata attraverso gli occhi di un altro personaggio o in terza persona da un narratore onnisciente. La probabilità che una qualsiasi persona autistica scrivi un libro è pari a quella di un cane. Vogliamo concedere all'autore di fingersi adolescente e affetto da autismo? Ok, ma allora perchè fargli dire “Il mio nome è Christopher John Francis Boone. Conosco tutti i paesi della Terra e il nome delle loro capitali, e tutti i numeri primi fino a 7057.”? Raramente una persona affetta da autismo riesce a presentarsi da sola, e ancora più raramente sa se ci sono cose ovvie e cose non ovvie (anzi, lui dice che non ci sono cose ovvie, ma automaticamente si presenta in un determinato modo, quasi fosse ovvio), per cui il fatto di fargli dire che sa i nomi di tutti i paesi, e delle relative capitali, del mondo, e tutti i numeri primi fino 7057, nell'auto-presentarsi, rende questa storia ancora più assurda. Allora, supponiamo che la malattia di cui soffre sia un disturbo mentale serio ma non specificato, in particolare non autismo – anche se poi il suo comportamento si rivela molto simile a quello di un paziente autistico... è inutile, non riesco a trovarci cose positive, a parte il fatto che è un libro scritto con garbo.
Insomma, ho sbagliato libro! Non so quali siano i meriti dell'autore (sarò cieca, ma non riesco a vederli), conosco una persona affetta da autismo e forse per questo motivo ritengo questo romanzo un qualcosa che sta tra la favola e la presa in giro.
Certamente non lo consiglierei, piuttosto metterei in guardia lettori inizialmente incuriositi (come me, prima di leggerlo). Paola Salviato

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