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giovedì
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La donna abitata  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Belli Gioconda
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Descrizione
Recensioni
Autore: Belli Gioconda
Editore: edizioni e/o

Racconto di due donne, Itzà e Lavinia, le cui vicende, descritte parallelamente, sono tra loro simili nonostante ambientate in tempi storici lontani: quella di Itzà al tempo della conquista spagnola del Centro America, e quella di Lavinia a Faguas negli anni ’70 del secolo scorso, periodo in cui impera la dittatura militare.
La peculiarità di queste due storie è la loro fusione in un’una sola grande storia: Itzà, morta in battaglia, riprende a vivere sotto forma di albero e il succo delle arance da lei prodotte viene bevuto da Lavinia, una ragazza ricca e indipendente che diventerà anch’essa una guerriera che combatte, come la sua antenata, a fianco dell’uomo che ama.
Lavinia conduce la sua esistenza da affermato architetto di uno studio prestigioso circondandosi di persone benestanti e aride, ma vive tutto questo con disagio fino a quando non incontrerà Felipe, un affascinante uomo di cui si innamorerà e che la condurrà gradualmente all’interno del “Movimiento” contro la dittatura in Nicaragua.
La saggezza di Itzà mitigherà le paure di Lavinia e lei, attraverso l’amore per Felipe, la solidarietà dei compagni e la linfa vitale infusale dalla sua antenata, lotterà come una guerrigliera contro la dittatura del Grande Generale, in nome dell’eterno ideale della giustizia sociale e dell'amore verso gli oppressi.
Lavinia comprenderà che la morte non è la fine di tutto perché la vita si trasforma e la rinascita di Itzà come albero si accompagna alla sua nell’affrontare la paura e nello sconfiggere i fantasmi del passato.
L’epilogo, visto in questa prospettiva, perde la sua drammaticità e la poesia finale ribadisce il punto di vista di considerare la molteplicità delle forme di esistenza come parti di un tutto armonico in cui non c’è distinzione alcuna perché esiste solo la Vita, che cambia, che scorre e che resta uguale a se stessa. Marina Indulgenza

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