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Così è (se vi pare)  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Teatro
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Pirandello Luigi
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Descrizione
Recensioni
Autore: Pirandello Luigi
Editore: Mondadori

La verità è una bella donna, con il volto coperto da un fitto velo nero. La guardi, ma è come se non la guardassi veramente a fondo. Lei non si fa vedere in viso e tu puoi
così immaginarla come vorresti che sia.
Questa donna, avvolta nel mistero, è l’implicita e apparentemente invisibile protagonista del dramma teatrale Così è (se vi pare), nato dalla fantasia di quello scrittore-filosofo che è Luigi Pirandello. La rappresentazione si svolge tumultuosa in un unico sfondo che è la casa del consigliere Agazzi, che diventa ben presto un “quartiere di congiura”, una sorta di moderno Aeropago atto a mettere fine, una volta per tutte, ad un mistero, nato dalla frivola curiosità di alcuni, che riguarda tre strane persone e la loro altrettanto curiosa vita. In una drammaticità, resa ironica dalla figura di Lamberto Laudisi, che con le sue sarcastiche e filosofeggianti ipotesi sembra ricordare lo stesso autore, la scena sembra quasi una parodia della vita. Difatti, proprio come accade nell’opera, anche nella vita si ricerca strenuamente la verità d’ogni cosa, giungendo, in fine, specularmente a quanto rappresentato sul palcoscenico del teatro Olimpia di Milano, ad una beffarda, quanto mai crudele, soluzione che dimostra chiaramente che niente nella realtà è oggettivo, compresa la verità. Lasciando, in tal modo, un finale aperto alla libera e personale interpretazione, Pirandello ha voluto mettere in risalto, con questa sua grande opera d’ingegno, una spinosa e, a lui molto cara, questione: quella che vede coinvolto l’uomo, che, con la sua personale crisi, ha perso ogni certezza di sé e della realtà, tanto da arrivare ad affermare, come si fa in quest’opera, che perfino la verità, che in quanto tale dovrebbe essere universalmente considerata valida, può essere oggetto di dubbio, appunto perché, come lei stessa dice: ”io sono colei che mi si crede”. Valerio

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