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Recensioni Storia
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Spinosa Antonio
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Descrizione
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Autore: Spinosa Antonio
Editore: Mondadori

In pochi avrebbero scommesso su un futuro radioso per il piccolo Winny, svogliato a scuola, irrequieto nella vita e con uno scarsissimo senso della disciplina. Eppure Leonard Winston Spencer Churchill, nato con due mesi d’anticipo in un angusto corridoio di Blenheim Palace presso Woodstock il 30 novembre del 1874, era destinato a diventare il più grande statista inglese del ventesimo secolo. L’idea che il padre, Randolph Henry Spencer Churchill, potesse preferire le corse dei cavalli a suo figlio, alla sua educazione, affidata come usava all’epoca ad una governante, accompagnò tutta l’esistenza dell’uomo che avrebbe segnato indelebilmente la storia mondiale moderna. Lo stesso senso di trascuratezza Winston lo percepiva dal comportamento della madre americana, Jessie Jerome figlia dell’allora proprietario del New York Times, che al focolare domestico aveva sempre preferito le sale da ballo dei ricevimenti a cui partecipava assiduamente. E’ questo il clima che rivive nelle pagine iniziali del libro di Antonio Spinosa dove vengono descritti la fanciullezza e l’adolescenza del giovane rampollo di una nobile famiglia inglese la cui unica preoccupazione nei riguardi dei figli si limitava al pagamento delle rette scolastiche.
Gli anni del college evidenziarono nel giovane Churchill un carattere avverso a qualunque tipo di regola, insofferenza che culminava nel totale disprezzo per la matematica, il latino e il francese. Una grande memoria invece era il suo punto di forza. Amava Byron, Macauley, Shakespeare e Milton. Soltanto qualche anno più tardi avrebbe apprezzato anche camice rigorosamente di seta, i sigari e il giornalismo.
Nel libro di Spinosa vengono raccontati con stile sobrio ed efficace le contraddizioni, le scelte, le strategie, i rapporti con gli uomini politici più potenti del mondo, l’umorismo di un uomo normale che visse una vita straordinaria e che, eletto primo ministro nel 1940, durante il suo intervento ai Comuni, disse al suo popolo: “Inglesi, non ho da offrirvi che sangue, sudore, fatica e lacrime”. Niente promesse. Solo sé stesso e le sue debolezze. Silvia Colombino

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