| La struttura assente |
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| Recensioni Saggistica | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Questo libro si domanda che cosa sia e che senso possa avere una ricerca semiologica. La semiologia studia tutti i fenomeni culturali come se fossero sistemi di segni, partendo dall'ipotesi che tutti i fenomeni di cultura siano sistemi di segni e cioè fenomeni di comunicazione. La prima sezione del libro procede come una trascrizione fedele di ciò che è stato detto in questo campo. La seconda parte tratta le discussioni sui codici visivi dove si contestano i vari miti di una linguistica applicata come chiave universale. L'ultima sezione è quella sull'architettura, l'urbanistica e il design. Si porta alle estreme conseguenze filosofiche l'assunzione ingannevole di una struttura già data come fondamento ultimo e costante dei fenomeni culturali e naturali, si insinua il sospetto che sia ragionevole diffidare di ciò che appare definitivo. La "struttura" viene di solito chiamata in causa per costituire un punto di riferimento fisso di fronte a ciò che muta, ma se essa ci fosse e fosse data una volta per tutte, la semiologia non imporrebbe alcuna ricerca ma solo l'assunzione di alcuni principi basilari da applicare in seguito ad ogni fenomeno. Tuttavia ogni nostro atto comunicativo è dominato dalla massiccia esistenza di codici e le ideologie si riflettono in essi. In questo libro si nega "la struttura", si affermano "le strutture", attraverso un processo che parte sovrapponendo ai fenomeni un modello semplice (comunicazione tra due macchine) fino a mettere in dubbio i concetti di partenza, al fine di evitare l'equivoco riduzionistico che tende a riportare ciò che è più complesso a ciò che è più semplice. Alla fine si ritrova il modello iniziale, ma più duttile, capace di tener conto delle mutazioni, della mediazione dialettica, degli urti e delle collisioni nella comunicazione. Non studio semiologia, e questo libro è l'unico del genere che io abbia mai letto. Si dice che il modo di scrivere di Umberto Eco sia ostico, talvolta difficilmente comprensibile. Al contrario, ho trovato questo scritto molto chiaro e tutt'altro che noioso; tuttavia non credo che sia l'ideale per accostarsi alla materia (presuppone delle conoscenze, anche se minime, in campo semiologico). Teresa Carnuccio Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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