Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Area Utenti

Recensioni Letterarie - Librando.net libri narrativa poesie racconti

giovedì
gen 08
Home
Cavaliere di grazia  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
Vota per primo
Mimmi Franco
0 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Mimmi Franco
Editore:  

Rifugiato in una piccola casa editrice lontano dai riflettori del grande
mercato, rischia di passare inosservato questo libro, "Cavaliere di Grazia"
di Franco Mimmi (Aliberti Editore) , che dovrebbe invece spiccare nel
panorama italiano per la qualità della scrittura, per il rigore della
ricostruzione storica, per la tesi che gli fa da fondamento e lo porta a
valicare i confini del romanzo storico. Se si deve fare un accostamento,
sarà dunque piuttosto alla "Opera in nero" della Yourcenar che ai prodotti
di genere che stipano gli scaffali delle librerie.

Il protagonista è Andrea di Monforte, cavaliere del cristianissimo Ordine di
San Giovanni e di Gerusalemme (gli Ospitalieri, oggi Cavalieri di Malta),
che fu espulso dall'Ordine, allora sovrano dell'isola di Rodi, per d'essersi
innamorato d'una ragazza giudea. Ma a quell'isola Andrea fa ritorno a metà
del 1522, quando Solimano il Magnifico la cinge d'assedio perché i Cavalieri
costituiscono una spina nel fianco dell'impero che sta costruendo. Rodi e'
allora assai più di un'isola: è un microcosmo ricco di passato, in cui alle
storie degli antichi greci si mescolano quelle dei signori cristiani, degli
ebrei fuggiti dalla Spagna, di egiziani copti, di mercanti veneziani, di
schiavi turchi, mentre al di là delle mura poderose si mescolano
nell'esercito assediante, uniti dal nome di Allah, i turchi e gli arabi, gli
albanesi e gli armeni, i circassi e i macedoni, gli egiziani e i bulgari.
Anche allora (come oggi), uno scontro di civiltà. Anche allora (come oggi),
la lotta tra il Bene e il Male dove ognuna delle parti è convinta di
rappresentare il Bene, e che sia possibile tracciare la linea divisoria a
colpi di spada.

Ma non così Andrea di Monforte. Via da Rodi, divenuto ambasciatore del re
cattolico Ferdinando d'Aragona, la sua vita è trascorsa nella frequentazione
di corti e sovrani ma anche, soprattutto, degli artisti e scienziati che
stanno plasmando il Rinascimento. Andrea diviene così un ponte tra due
epoche, l'uomo che rappresenta il passaggio a un nuovo mondo e che
propizierá, con la sua influenza sul giovane cavaliere spagnolo Alfonso, la
formazione dell'uomo di questo nuovo mondo.

La vicenda avventurosa si trasforma così in un vivido affresco che descrive
non solo una situazione storica ma ne dà una precisa lettura politica, che
si proietta fino ai giorni nostri. Perché, come scrive l'autore nel commento
che pone a chiusa del libro, «Quella di Rodi fu assai più che una grande
battaglia: fu uno scontro tra civilizzazioni diverse che in realtà avevano
in comune molte cose, tra cui, purtroppo, l'intolleranza reciproca. Sono
trascorsi 500 anni, eppure, sia pur con qualche rovesciamento di fronte, la
storia ci ripropone ancora oggi una situazione con quello stesso fattore
comune: l'intolleranza».

Francesca Baroni

Recensioni utenti

Non ci sono recensioni degli utenti.

Accedi o registrati per scrivere una recensione.

 
< Prec.   Pros. >

Chi è sul sito

Abbiamo 4 visitatori online