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In Congo | In Congo |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Niente luoghi comuni, solo il Congo. Che questo paese potesse far innamorare Jeffrey Tayler lo aveva capito già nell’autunno del 1994 a Mosca quando, avvilito e demoralizzato a causa di un lavoro che non aveva scelto ( condirettore di una compagnia russo-americana che forniva servizi di sicurezza), si ritrovò per le mani quasi per caso il romanzo “Alla curva del fiume” di Vidiadhar Surajprasad Naipaul, la storia di un indiano che raggiunse la città di Kisangani navigando lungo il fiume Congo. Un innamoramento lento, un’ispirazione, un’attrazione incontrollabile per un paese di cui non sapeva nulla. L’autore, allora trentatreenne, era in quella fase della vita dove molte cose dovrebbero già essere definite almeno per la maggior parte delle persone e invece il suo spirito inquieto lo trascinava verso grandi progetti, che ancora lui stesso ignorava, lontano dallo sconforto e dalla frustrazione che stavano soffocando. Tayler non si accontentava di scrivere e basta. Voleva scrivere di viaggi, anche se il suo primo romanzo fino ad ora non lo aveva portato da nessuna parte. Nessuna casa editrice era interessata alla pubblicazione. Sempre più affascinato dalle mappe e dalla storia della Repubblica Democratica del Congo, Jeffrey Tayler si documenta e nella sua mente iniziava a farsi sempre più forte l’idea di risalire il grande fiume del Centro Africa seguendo l’itinerario che un centinaio di anni prima era stato percorso da Stanley Henry Morton, esploratore al servizio di Sua Maestà Leopoldo II re del Belgio. L’idea divenne un progetto che si concretizzò nella primavera del 1995. Tayler partì da Londra diretto in Africa e una volta giunto nella capitale della R.D. del Congo, Kinshasa, avrebbe risalito il fiume fino al “Cuore di Tenebra”, a Kisangani, a bordo di qualche barcone di pescatori per poi compiere il viaggio di ritorno da solo. A bordo di una piroga. 1736 chilometri di ansie e imprevisti. “Mi sentivo un debole. Se fossi sopravvissuto, l’esperienza mi avrebbe rafforzato, mi sarei trasformato. Il fiume Congo colmava i miei sogni e scorreva in tutte le mie ore di veglia, e questa mia spedizione diventò una fatalità”. “In Congo” è il diario di bordo di un capitano per caso che ha trovato la sua strada percorrendo un fiume. Il racconto di un sogno realizzato, di un’esperienza straordinaria dove il dolore supera la paura e il desiderio di mettersi alla prova è più forte di qualunque altra sensazione. Un libro da leggere per scoprire l’ossessione che è in ognuno di noi. Un fiume, un uomo, un mestiere. E non necessariamente in quest’ordine. “Davanti a me, per me, c’era solo il Congo”. Silvia Colombino Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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