Descrizione
Recensioni
Autore:
Mazzantini MargaretEditore:
Marsilio
Scritto nel 1994, “Il catino di zinco” è il romanzo d’esordio di Margaret Mazzantini, quando ancora il successo e la fama che l’avrebbero raggiunta con “Non ti muovere” erano lontani.
Ed è un romanzo bellissimo che a me, personalmente, è piaciuto molto più di “Non ti muovere”, scritto in un linguaggio estremamente ricercato grazie all’utilizzo di termini niente affatto comuni, desueti e che sanno di un tempo andato che non c’è più.
In questo continuo succedersi di sostantivi e aggettivi, si delinea la figura della “nonna”, il personaggio principale del romanzo il vero protagonista.
E’ una figura bellissima, di una donna forte, indipendente che attraversa il ventesimo secolo, vista e raccontata dagli occhi della nipotina, dai racconti ascoltati tante volte e dai momenti vissuti direttamente accanto a lei.
Una donna che non ha paura a mostrare le sue fragilità e i suoi momenti difficili, ma che sempre trova il modo di farsi forza e andare avanti.
Ma soprattutto, è il racconto di una donna “normalissima”, la storia della nonna di ognuno di noi, non un romanzo ma una storia vera, comune che ciascun lettore può aver sentito raccontare durante la sua infanzia o aver vissuto veramente.
E l’autrice c’è, è presente nel libro, nel suo racconto in prima persona, eppure non invade mai lo spazio che è tutto della nonna, la sua è una presenza discreta, come se fosse nell’angolino della foto a dire “io c’ero altrimenti non potrei raccontarti tutte queste cose, ma guarda che la storia che ti sto raccontando non è la mia, bensì quella di mia nonna”.
Ed è proprio qui che sta a mio parere la grandiosità del romanzo e che ancor più me lo esalta in paragone a “Non ti muovere” laddove invece la presenza dell’autrice, che assolutamente non si dovrebbe manifestare, in più di un’occasione viene a sostituirsi e sovrapporsi al protagonista che non è più un personaggio indipendente ma parla e pensa con la mente e la voce della Mazzantini.
In conclusione, che vi sia piaciuto o meno “Non ti muovere” consiglio a tutti di leggere “Il catino di zinco” perché non vi deluderà.
Luca Barbareschi
Milano, 7 aprile 2004