| Le memorie di Sanson |
|
|
|
| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
|
Descrizione
Charles-Henri Sanson ha nella Parigi di Luigi XVI una funzione particolare, è infatti il boia della città; funzione ereditata di generazione in generazione dal 1648. Sia nella letteratura che nella cinematografia siamo abituati a vedere il “boia” come una figura gretta, insensibile, analfabeta sempre pronto ad obbedire quasi con piacere agli ordini ricevuti. In questa magnifica opera, Balzac ci mostra l’odiato e temuto braccio della legge in una maniera diversa, più intima, riconoscendo in Sanson una “vittima”, condannato dal suo triste destino da una parte di rivestire una carica pubblica ereditaria non voluta quale garante dell’ordine, dall’altra interrogandosi sull’inutilità delle torture e della pene capitali inflitte ai condannati da una macchina della giustizia molto spesso sommaria. Queste continue riflessione represse dalla realtà del ruolo che svolge quotidianamente portano Sanson ad un profonda crisi di coscienza, trovando nella famiglia, unica ancora di salvezza anche per i suoi predecessori, compensazione alle umiliazioni di emarginato e rifiutato dalla società. Attraverso “Le memorie di Sanson” Balzac ci propone una lezione ed un atto di accusa per i legislatori di qualsiasi tempo e luogo sull’inadeguatezza e l’inutilità della pena di morte di una “giustizia” fondata spesso sulle ingiustizie subite dalle vittime di sottrarsi alle disuguaglianze che governano il mondo. Speriamo che questa magnifica perla di democrazia scritta quasi due secoli fa, venga pubblicata anche in quei paesi “democratici” paladini della giustizia nel mondo nei quale la pena di morte è ancora in vigore. Glucagalassi Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|