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Anime alla deriva  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Mason Richard
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Descrizione
Recensioni
Autore: Mason Richard
Editore: Einaudi

Anime alla deriva: tre. All’apparenza. In realtà è tutto un ceto alla deriva, o verosimilmente una cultura intera alla deriva.
Richard Mason si mette nella vestaglia di un anziano uomo che confessa, nelle prime venti righe, di aver appena ammazzato la moglie. Tutto il libro è la ricerca (da parte del personaggio e da parte del lettore) nel passato dei motivi che hanno spinto James Farrell a commettere ciò.
Il giudizio personale è positivo, con qualche riserva.
Positivo perché lo scrittore è all’esordio, ha classe e si vede. La sconnessione temporale è trattata bene in principio, in modo frettoloso nella parte finale. Positivo perché i tre protagonisti sono delineati in maniera accuratissima.
Positivo perché taluni guizzi compensano ampiamente larghe depressioni nel racconto, e Mason rende brillantemente onore alla leggendarietà di alcuni particolari che leggendari sono solo per i ventenni.
Le perplessità nascono dalle ambientazioni, non sempre descritte puntualmente, e non sempre rispettate; nascono da lunghissime pagine di stallo della trama, e da una trama stessa piuttosto scarna; fatta di colpi di scena e poca quotidianità.
Altre perplessità suscita il preannunciato tema del peccato e dell’espiazione, preannunciato dalla conclusione del lavoro di ricordo minuzioso dell’anziano Farrell, lavoro molto ben condotto ma del cui finale l’autore deve essersi dimenticato.
Lo stile, infine.
Lineare, sempre attento a sé stesso e con dei passaggi altissimi. L’intrigo psicologico che sottende la disperazione e la tragedia dei protagonisti è, talvolta, tessuto con maestria verbale assoluta. La maturazione di certi sentimenti è vicina al lettore, e si rende assolutamente palpabile, ed è su questo terreno che si dovrà rivolgere la carriera del giovanissimo autore. Auguri.
Un estratto: “[la vita]… è un gioco che si basa sul principio della morte improvvisa. E per giocarlo come si deve, in modo onesto e leale, abbiamo bisogno di tutta la forza che la conoscenza di sé, il coraggio, la volontà e la disciplina ci possono dare. A ventidue anni io non possedevo niente di tutto ciò”. Andrea Senneca

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