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Figli di lupa. Sesso e violenza nella Roma antica
Figli di lupa. Sesso e violenza nella Roma antica
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
p>Romolo e Remo vennero allattati da una lupa, ossia da una prostituta, mentre il perimetro della città eterna poté essere delimitato soltanto pagando il prezzo di un cruento fratricidio. In questo modo il sesso e la violenza sembrano inscritti nella storia di una potenza, quella di Roma antica, che riuscì ad estendersi su tutto il mondo allora conosciuto proprio per mezzo della crudeltà con la quale furono sterminate le popolazioni che si opposero alle sue mire espansionistiche e della rivoluzione sessuale che stravolse quelli che erano stati i sui morigerati costumi latini. “La Grecia conquistata,” infatti, “conquistò il barbaro vincitore”: lo scrisse il grande poeta Orazio e ce l’aveva con l’inebriante “amore greco” che, nelle scuole di retorica e di filosofia, andava dividendo i severi uomini romani in “erasti” (coloro che sono in posizione attiva) e in “eromani” (quelli che si trovano in posizione passiva). Da allora, nella storia di Roma, il sesso sarà difficilmente separabile dalla conquista militare: ne sanno qualcosa la bella Cleopatra e il prode Nicomede, re di Bitinia, che, perduta la sua terra per mano di Giulio Cesare, si prese come amante niente di meno che l’intrepido conduttore romano. D’altronde, cosa non farebbe un essere umano in cambio di denaro o di potere? Ottaviano Augusto, addirittura, venne accusato di essersi prostituito ad un certo Aulo Irzio in cambio di trecentomila sesterzi. Tralasciando le leggende che circondano la vita di personaggi come Caligola e Nerone, è contro Tiberio che si concentrano le dicerie più infamanti: proprio lui, infatti, rigido moralizzatore, pare che si concedesse il vezzo di far “giocare” dei bambini fra le proprie cosce. Federico Zucchelli, in questo “Figli di Lupa”, si sofferma sulla faccia buia dell’epopea romana: quella rimasta sospesa tra la verità storica e le menzogne costruite dagli storiografi avversi al potere imperiale. Ne viene fuori un libello fedele alla linea editoriale di Felice Scipioni che, attraverso le pagine elettroniche del sito www.leggendogodendo.com, invita a proseguire nella lettura sbottonando il cervello con la stessa naturalezza con la quale si sbottonano i pantaloni. Mario Incastrati Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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