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Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Marani Diego
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Descrizione
Recensioni
Autore: Marani Diego
Editore: Bompiani

Trieste 1943. Su una nave ospedale tedesca viene portato un uomo in gravissime condizioni, colpito in testa da una spranga; non ha ne piastrina ne documenti di riconoscimento ma da un nome inciso sull’etichetta della canottiera viene ritenuto da un medico di bordo di origine finlandese un militare compatriota. Dopo alcuni mesi di degenza l’uomo senza identità si riprende e su consiglio del medico ormai amico decide di tornare in “patria” alla ricerca non solo della memoria e il proprio passato ma la capacità linguistica perduta, magari con l’aiuto di una donna, perchè come dice il dottore nel romanzo “ la lingua è madre, è dalla madre che impariamo a parlare, basta spegnere il cervello e lasciare andare il cuore innamorarsi della voce e di tutte le parole sentite pronunciare”. Così comincia con l’aiuto di enigmatico padre luterano la conoscenza della difficile lingua finlandese attraverso la storia degli antichi Kalevala e sempre davanti a un buon bicchiere di grappa Koskenkova. E’ talmente coinvolto nella ricerca di una identità e di una patria che si unirà ai suoi “connazionali” in canti patrioti di cui non capisce il significato, combattendo una guerra contro i nemici russi non conoscendone il senso. Una infermiera proverà per l’uomo senza identità un sentimento di “inconsueta confidenza mai sperimentato neanche con persone conosciute a fondo” perché lo ritiene libero dalle “zavorre del passato”; ma purtroppo a causa della guerra è costretta a trasferirsi dichiarando il proprio sentimento attraverso alcune lettere di una rara e profonda forza emotiva, forse la parte più alta del romanzo, nelle quali dichiara che è il “ sentimento di precarietà che permette alle corde dell’animo umano di scoprirsi e vibrare”. Finchè un giorno sul molo di Helsinki scoprirà una tragica verità, capendo definitivamente che in fondo lui e la Finlandia “si erano mescolati ma non confusi, che qualcosa gli rimaneva impermeabile a ogni mescolanza, come se nel profondo una verità sepolta si rifiutasse di essere annientato e lottasse furiosamente per venire a galla.” glucagalassi

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