Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Area Utenti

Recensioni Letterarie - Librando.net libri narrativa poesie racconti

domenica
nov 23
Home arrow Recensioni arrow Saggistica arrow Santa Venera Veneranda Parasceve
Santa Venera Veneranda Parasceve  PDF Stampa E-mail
Recensioni Saggistica
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
Vota per primo
Cannavò Ignazio
0 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Cannavò Ignazio

Alla lettura delle vite delle sante e dei santi, mi ha ormai abituato una storiografia italiana non proprio recentissima, ad opera per lo più di donne (ma non solo), storiche accademiche, alcune delle quali fanno parte della Società Italiana delle Storiche. Mi è così apparso un universo prima sconosciuto, forse per l’interdetto di ordine culturale (e intellettuale) nei confronti di quello che avevamo creduto esclusivo terreno di esercitazioni agiografiche e repertorio di exempla di curati per l’edificazione morale di pie donne e anime semplici. Mi piace ammettere che mi sbagliavo ma, insieme, dar merito ai libri che, negli anni, mi hanno fatto tornare sui miei passi rimuovendo pregiudizi e aprendomi nuove prospettive. Mi riferisco in primo luogo al libro di Sara Cabibbo e Marilena Modica La santa dei Tomasi, Storia di Suor Maria Crocifissa 1645 – 1699 (Torino 1989), quindi ai contributi scientifici di Giovanna Fiume su San Benedetto il moro e Santa Rosalia (vedi per ultimo Il Santo Moro. I processi di canonizzazione di Benedetto da Palermo 1595-1807, Milano 2002), fino all’ultimo recentissimo su Santa Venera di Ignazio Cannavò (Santa Venera Veneranda Parasceve – Tra storicità e storicizzazione, Acireale 2003). Tre libri di storia della santità per molti versi “simili”, eppure scritti da personalità il cui profilo intellettuale è nettamente diverso. Che cosa li accomuna dunque? Innanzitutto quello che si è soliti definire il rigore storico, che è l’approccio dei quattro studiosi, non solo, com’è ovvio, delle tre storiche, le catanesi Marilena Modica e Sara Cabibbo e la palermitana Giovanna Fiume, direttrice di “Genesis” (la rivista della Società Italiana delle Storiche), ma anche, come potrebbe parere forse meno ovvio, di Monsignor Ignazio Cannavò, già Arcivescovo metropolita di Messina, nato a Fiumefreddo, cittadino acese.
Il rigore assoluto del metodo storico, unito alla capacità di concepire intuizioni brillanti, ad una cultura capace di spaziare in ambiti diversi e a una penna che, mentre discute e magari smonta e rimonta documenti storici e filologici, fluisce e avvince come un racconto, non negano tuttavia le profondissime diversità di motivazioni per cui ci si può accostare ad una ricerca di tal genere: intercettare figure femminili ignorate dalla storiografia, rintracciare genealogie forti e svelare meccanismi e dinamiche familiari e sociali giocati sul corpo delle donne (S. Cabibbo – M. Modica), ricostruire ampi spaccati di storia sociale svelando i complessi meccanismi attraverso cui in un dato momento storico alcune classi sociali e ordini religiosi di una certa città “fabbricano”, “importano” ed “esportano” il santo (G. Fiume), conciliare l’ansia di una verità storica sapientemente padroneggiata con l’urgenza di una fede profonda (I. Cannavò). Compito, quest’ultimo, sempre difficile, ma davvero arduo nel caso di una figura come quella di Santa Venera /Veneranda/Parasceve, la cui personalità rimane un “enigma sfuggente” ( F. Halkin - p. bollandista, 1966). Gli studiosi, nel corso di quest’ultimo cinquantennio, sono stati per lo più concordi nella riduzione della figura di Santa Venera da persona realmente e storicamente esistita a segno, allegoria del mistero della passione e morte di Gesù, come indica il suo stesso nome che non deriverebbe dalla dea pagana Venere, bensì da venerdì, giorno legato al pianeta Venere, e soprattutto giorno della passione di Cristo che, perciò, prepara l’evento salvifico e la resurrezione: dal sostantivo greco “preparazione” deriva, infatti, il nome di Parasceve, con cui la santa è venerata nel mondo greco-orientale.
La mancanza di documenti vicini all’epoca della santa, l’incertezza dei riferimenti cronologici della sua vita, il mistero sul luogo della nascita, il contenuto leggendario e improbabile delle fonti, l’analogia con altre sante martiri, non rendono sufficientemente definibili i lineamenti di questa figura. L’agiografia ce la tramanda come una vergine straordinariamente avvenente e assai fiera, che, rimasta orfana a 15 anni, donò ai poveri le sostanze lasciatele dai ricchi e pii genitori e, presa da fervore apostolico, si dedicò alla propagazione del Vangelo vagando da una città all’altra; il suo martirio sarebbe avvenuto nel II secolo, sotto Antonino Pio; superò miracolosamente un incredibile numero di feroci supplizi, senza mai piegarsi, né invocare pietà – secondo un Autore avrebbe addirittura sputato in faccia al governatore in tribunale -, fino alla condanna a morte per decapitazione. La sua morte, preceduta da un terremoto, avvenne il 26 luglio, data tradizionale della sua festa.
Ma, a questo punto, la storia ha ormai esaurito il suo compito, i documenti non hanno più risposte da dare a chi li interroga e si fermano le storiche laiche che abbiamo citato all’inizio; qui lo storico I. Cannavò cede il passo all’uomo di fede e al pastore che, nell’ultima pagina della sua fatica, citando il bollandista p. H. Delehaye - tra i massimi studiosi della Santa - e riconoscendo che la questione della storicità rimane aperta, finisce per concludere: “Non esiste un solo tipo di verità e di realtà, quello storico, vi è anche quello teologico e spirituale, un grado di verità più alto della storia”. Ne discende l’affermazione della devozione sicura e della legittimità del culto, per non dire dell’arricchimento che comporta per i devoti l’esempio di una vergine martire nelle “attuali condizioni culturali” stanti “i limiti di una diffusa mediocrità” pansessualista e povera di valori. La fede ha così rinnovato ancora una volta i suoi miracoli, recuperando la Santa più amata dagli Acesi, di cui la storia rischiava di decretare l’inesistenza.
Marinella Fiume

Recensioni utenti

Non ci sono recensioni degli utenti.

Accedi o registrati per scrivere una recensione.

 
< Prec.   Pros. >