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La felicità è di questo mondo  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da torrile   
lunedì 19 febbraio 2007
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Lodge David
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Descrizione
Recensioni
Autore: Lodge David
Editore: Bompiani
Ho letto questo romanzo e scoperto questo autore grazie ad un collega, lettore nei cui confronti nutro una certa fiducia, che me lo ha regalato lo scorso Natale.
Ed è stata una piacevole scoperta!


Premetto subito che è un romanzo che si legge con molta facilità, scorrevole, pur non essendo affatto semplice o banale come potrebbe apparire da una lettura superficiale e, soprattutto, nella prima parte.
Lodge, scrittore inglese oggi quasi settantenne, è stato titolare della cattedra di letteratura inglese all'Università di Brighton per 25 anni ed è critico letterario e impiega le sue conoscenze (in particolare filosofiche in questo specifico romanzo) al servizio della storia che si dipana tra le pagine… O forse ci racconta una storia per spiegarci la filosofia di Kierkegaard.
Di certo in questo romanzo ci mostra la fatuità di molti rapporti umani, soprattutto in un determinato ambiente pubblico quale può essere quello della televisione e, in generale, del successo.
La storia è quella di Laurence Passmore detto “Tubby”, famoso e ricco scrittore di telefilm che ad un certo punto della sua vita, intorno ai sessant'anni, entra in una profonda depressione, senza sapere bene per quale motivo, ma che finisce per mettere in crisi sia il rapporto con la giovane e bella moglie, sia il suo lavoro.
Il romanzo è suddiviso in quattro parti abbastanza diverse l'una dall'altra tanto da far pensare che non sia lo stesso scrittore ad averle scritte.
Nella prima parte, il protagonista che parla in prima persona, attraverso la scrittura di un diario consigliatogli dalla sua psicanalista, ci porta a conoscenza di come nel corso di un anno sia a poco a poco entrato nel suo stato depressivo.
E' la parte più lunga del romanzo, scritta in modo molto ironico, divertente che scivola via veloce e appassionante mostrando a volte in maniera abbastanza feroce, opportunismo, invidia, grettezza del genere umano in una serie di rapporti falsi tra il protagonista e chi gli sta attorno.
La seconda parte, breve ma secondo me geniale, è una vera sorpresa: divertente e scoppiettante mostra attraverso il pensiero di chi conosce il protagonista i primi disastrosi tentativi dello stesso di uscire dalla crisi.
La terza parte, che riprende la forma del diario scritto dal protagonista, cambia completamente genere, diventa più malinconica, si addolcisce ed è dominata dal lungo paragrafo centrale in cui il protagonista ricorda il primo amore della sua vita dal primo saluto al momento del crudele finale.
Infine la quarta parte è un'altra sorpresa, scorre via molto più tranquilla rispetto al resto del libro ma ne è una bella conclusione, senza facile happy end, ma con una notevole apertura alla gioia e alla speranza.
E alla fine si ha realmente la sensazione che, nonostante tutto, la felicità è di questo mondo!

Luca Barbareschi
Milano, 1 novembre 2003


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