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Storia
La lunga ombra di Yalta
La lunga ombra di Yalta
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| Recensioni Storia | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
“…stiamo semplicemente tentando di seguire alcune linee di riflessione che non possono rimanere ai margini della lettura storica.” Il libro “La lunga ombra di Yalta” ha un sottotitolo piuttosto interessante: “La specificità della politica italiana”. Leggendo le prime pagine si delinea subito il piano di chi lo ha scritto: fornire una delicata ricomposizione delle vicende politiche dell'Italia, dalla conferenza di Yalta ai giorni nostri. Ma non una ricostruzione storica, di quelle ce ne sono fin troppe, tante quanti sono quelli che le forniscono. Una ricostruzione del “sotto il tavolo” come lo chiama l'autore, trame politiche nazionali e internazionali interpretati da un protagonista della vita politica italiana della prima repubblica. Interpretati non da una lettura degli avvenimenti storici, ma dall'averli vissuti “in prima linea”, per così dire. Quindi una ricostruzione di cui ci si può fidare, di cui si può essere certi. Lo stile sembra essere quello de “La repubblica” di Platone, scritto in forma di dialogo socratico, ma qui sembra essere più una conversazione (sul libro c'è scritto infatti “conversazione”) dato che l'interlocutore non giunge mai a conclusioni proprie, ma si limita a fare domande e a ricevere risposte. La lettura è piacevole, ha dei picchi di interesse, ma mai parti da poter sorvolare. L'intreccio sembra essere quello di un romanzo giallo, dal quale non si può scostare l'occhio neanche per un secondo, causa la perdita del filo conduttore. Quindi la lettura è sempre tenuta attenta, dato che l'autore non si limita alla mera ricostruzione storica, ma fa congetture, ipotizza, ricorda, prevede, ricostruendo nel libro quella che veramente è la politica, non il sinonimo di “cosa sporca, come oggi molti qualunquisti sostengono, ma la madre delle passioni, degli ideali e delle azioni degli uomini. Il libro non è comunque un'apologia di qualcuno, né la condanna di altri, è solo, come ho detto, la ricostruzione di ciò che è accaduto. Certo, la visione dei fatti non può che essere soggettiva, ma solo un computer potrebbe essere oggettivo di fronte a fatti accaduti da 50 anni a questa parte. Leggendo questo libro si respira l'aria della politica, e lo si dimostra aprendo una qualsiasi pagina a caso e leggendo qualche passo. Qui si va anche oltre la semplice esplorazione storica, e qui ognuno ha le sue convinzioni e idee, queste sono quelle dell'autore, giuste o sbagliate che siano. Cronologicamente la trattazione spazia dalla gia citata conferenza di Yalta, a Mani Pulite, dagli anni del governo Craxi, alla crisi del 1992, arrivando a delineare un nuovo ordine mondiale. Sconcertante è la definizione per il sistema italiano di “democrazia anomala”, stimolante la sfida che lancia l'autore: di ricercare carte e notizie per verificare se la sua complessiva visione della “logica di Yalta” sia vera o falsa: cioè che si decise di dividere l'Italia in due. Da questo punto parte la sua riflessione, che porta agli errori di fine secolo nella politica italiana. Una sfida che si può accettare, soprattutto per chi come me studia all'università, fonte del sapere, ma anche tempio dove il sapere deve essere messo in discussione per poter progredire in ogni campo, soprattutto quello storico, dove la storia è perennemente scritta dai vincitori e imposta come “vero ufficiale”. Un vae victis – guai ai vinti – di cui in parte noi italiani seguitiamo attualmente ad esser vittime. Mario Galli Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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