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Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Chomsky Noam
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Autore: Chomsky Noam
Editore: Tropea

L' hanno definito la voce contro dell'America, una spina nel fianco dell'amministrazione Bush, per alcuni è la vergogna del paese a stelle e strisce.
Noam Chomsky, nato a Filadelfia nel 1928, rappresenta da quarant'anni la coscienza critica del paese più potente del mondo, insegna lingue moderne e linguistica all'Università del Massachusetts e tiene conferenze in tutto il mondo.
Il suo libro “11 settembre. Le ragioni di chi?” ha ispirato due produttori indipendenti, John Junkerman e Takei Masakasu, che hanno realizzato un filmato sul pensiero di Chomsky intitolato ”Power and Terror”.
Da questa esperienza è nato un secondo volume, “Dopo l'11 settembre”, che raccoglie interviste, discorsi e conversazioni sul terrorismo e sulla reale natura di un potere presuntuoso che sceglie solo nemici deboli, fa propaganda e vince guerre preventive in nome dell'autodifesa. Chomsky è da sempre la memoria scomoda di chi vuol dimenticare in fretta orrori del passato, vedi Vietnam, e del presente, vedi Iraq. Il libro si apre con una lunga riflessione sull'attentato al World Trade Center. Non è l'alto numero delle vittime a stupire Chomsky, quanto la loro identità: ”Nel corso dei secoli, i paesi imperialisti hanno goduto di una sostanziale immunità. Si sono commesse moltissime atrocità, ma sempre da qualche altra parte … e gli orrori che si compiono altrove non esistono”. Chomsky non giustifica affatto l'attentato di New York (e chi potrebbe!), non è un sostenitore di Osama Bin Laden come qualcuno ritiene ma crede semplicemente che gli Stati Uniti non siano l'unica vittima innocente e che la loro condotta non possa essere sempre legittima per definizione. Nel volume viene ricordato il ruolo degli USA sulla scena internazionale attraverso i rapporti con gli alleati e gli interventi armati compiuti sempre in nome del bene contro il male che ha assunto nel tempo nomi e luoghi differenti: Vietnam, Comunismo, Castro, Russia, Afghanistan e l'elenco continua.
Chomsky non risparmia critiche feroci al sistema mediatico americano definito già in passato come “la majorette della squadra di casa” , una fabbrica del consenso da manipolare per giustificare azioni ingiustificabili come la seconda guerra in Iraq. Sono passati quattro decenni da quando Noam Chomsky teneva le prime conferenze dove il numero degli organizzatori superava quello dei partecipanti e oggi i suoi studi linguistici e la teoria generativista stanno influenzando la ricerca psicologica e filosofica,
segno del crescente bisogno di cogliere l'essenza delle cose
nascoste dietro l'apparenza della realtà.
Il desiderio di conoscere per capire rappresenta l'unica via d'uscita
dal rischio di essere corrotti mentalmente.
Questo libro pone domande e ipotizza risposte alle quali possiamo credere o meno ma certamente contribuirà a far in modo che ognuno di noi possa ritenere discutibile anche la libertà che ci viene garantita.
Silvia Colombino

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