Una volta in Europa
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| Recensioni Storia | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Con Una volta in Europa John Berger aggiunge un altro tassello alla sua ricostruzione dei fenomeni politici, economici e sociali che hanno trasformato il xx secolo in un tempo feroce di esili, migrazioni, sradicamenti, nella camera d’incubo e incubazione della globalizzazione. Con una scrittura limpida e altissima, l’autore ci mostra come lo sviluppo industriale spinto degli ultimi decenni, le migrazioni forzate, l’inurbamento massiccio, la perdita di radici linguistiche e geografiche, la scomparsa del lavoro artigiano, l’imporsi di sistemi comunicativi sempre più astratti e disancorati dal principio della comunità e dello scambio fisico, abbiano agito su contadini, braccianti, pastori, costringendoli all’amnesia o a un grumo di intatta, umana resistenza. Facendosi raccoglitore e narratore di storie vere intimamente osservate, l’autore – fedele a una pratica da storyteller benjaminiano – va quanto più vicino è possibile a ciò che le algide contabilità dell’economia e le smemorate cronache giornalistiche contemporanee condannano abilmente a un rassicurante fuori scena. Sconfinando nei propri personaggi o da essi facendosi abitare, Berger traccia una illuminante mappa di ciò che la storia ufficiale dichiara ineluttabile e azzera. Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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