Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Area Utenti

Recensioni Letterarie - Librando.net libri narrativa poesie racconti

domenica
nov 23
Home
La morte di Ivan Il'ic  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da torrile   
lunedì 19 febbraio 2007
Vota per primo
Tolstoj Lev N.
0 Recensioni utenti
Descrizione
Recensioni
Autore: Tolstoj Lev N.
Editore: Garzanti
Non sarò certo io a poter aggiungere qualcosa di nuovo ai fiumi di inchiostro che critici, recensori, ammiratori o denigratori (?) hanno scritto su Tolstoj o su ciascuno dei suoi scritti.


E allora?
Mi limiterò a indicare brevemente e forse, vorrete scusarmi, anche un po' disorganicamente qualche motivo per cui andrebbe letto questo racconto (79 pagine nell'edizione “I Grandi Romanzi” del Corriere della Sera”) e, forse, di conseguenza anche qualcosa d'altro dell'opera di Tolstoj.
In questo racconto l'autore ci parla della morte, non in senso astratto, ma della morte di una persona, una persona qualunque oserei dire, non tanto diversa da come potrebbe essere ciascuno di noi, una persona che vive e ha vissuto gioie e dolori, noie e divertimenti, che si è sposata e ha avuto dei figli, che si è arricchita e poi si è trovata a fare i conti con momenti economicamente più difficili, una persona davvero come tante che in sé difficilmente potrebbe essere l'interessante protagonista di un racconto o di un romanzo.
Ma ad un certo punto della sua vita, a causa di una banalissima caduta comincia a stare male e nel giro di poco tempo si avvia verso il momento finale della sua vita a poco più di 40 anni.
Ed è qui che il racconto diventa, per me, bellissimo.
Il lento avanzare della morte, inesorabile, raccontato dal punto di vista di Ivan Il'Ic che si accorge di stare sempre più male, che alterna momenti di speranza a momenti di disperazione.
Ci descrive splendidamente il progressivo avanzare del dolore fisico e del dolore interiore, l'odio nei confronti della moglie che sta bene, il fastidio nei confronti dei medici che si rende conto non riescono a venire a capo del suo male ma ugualmente sembrano in grado di capire e risolvere tutto.
Ivan Il'Ic si sente progressivamente sempre più un peso per tutti fino a che non ne può più e negli ultimi giorni risuona il suo grido disperato “NON VOGLIO!”
In queste parole è racchiusa la sintesi di questo bellissimo racconto: non c'è più tempo ormai la morte lo attende e questo uomo comune si accorge che è presto, che ha sbagliato tanto nella sua vita, che vorrebbe rimediare a tante cose ma non c'è più tempo ormai.
Ma questa presa di coscienza che chiunque potrebbe fare in un giorno qualsiasi della sua vita (chi non ha rimpianti, chi non ha qualcosa da farsi perdonare, chi non avrebbe voluto comportarsi diversamente con quella tale persona quel giorno…) può avvenire solo e proprio in quel momento, sembra volerci dire Tolstoj attraverso il suo protagonista, quando ormai è tardi e non c'è più niente da fare, forse nemmeno chiedere perdono… “-Portalo via… mi fa pena e anche tu… - Voleva aggiungere anche «perdona», ma disse «abbandona» e, senza più forza per correggersi, manifestò rassegnazione…” (pag. 92)
Si legge in un giorno questo racconto e quello che può sembrare strano è che non mette tristezza, c'è un costante velo d'ironia, vorrei dire, che accompagna il fluire del racconto e alla fine resta la sensazione straordinaria che l'autore ci ha parlato della cosa più terribile e inevitabile della vita di ciascuno di noi nel modo più semplice e sereno in cui lo si possa fare pur lasciandoci la sensazione che la morte e la lunga malattia che la precedono sono terribili e, soprattutto, non si può che viverle in grande solitudine.

Luca Barbareschi
Milano, 9 agosto 2003


Recensioni utenti

Non ci sono recensioni degli utenti.

Accedi o registrati per scrivere una recensione.

 
< Prec.   Pros. >