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Il Dottor Zivago  Caldo PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Pasternak Boris
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Descrizione
Recensioni
Autore: Pasternak Boris
Editore: Feltrinelli

“Il dottor Zivago”, capolavoro della letteratura russa del ‘900, fu vietato dalla censura sovietica e uscì in Italia nel 1957 ottenendo subito un grande successo perché, più che un romanzo anticomunista, così come considerato dai censori, è un romanzo alimentato “da una desolata e dolorosa filosofia della storia che si sofferma soprattutto sui suoi bordi oscuri”.
Siamo in Russia, durante la rivoluzione d'Ottobre che, come tutte le rivoluzioni, rappresenta l'aurora di generose illusioni e il tramonto di ancora vivi ideali.
E' un periodo di rumorose speranze e, allo stesso tempo, gravi delusioni perché ogni cambiamento, come ogni forma di progresso, trascina fatalmente con sé un altissimo tributo di vittime.
Jurij Zivago, medico e poeta, prova a combattere contro il turbine di cambiamenti di fronte a cui lo pongono la vita e la storia, cercando a tutti i costi di mantenere intatti i suoi valori.
Combatte per conservare la capacità di amare, combatte per assaporare ancora e semplicemente il gusto della vita di tutti i giorni, combatte per spremere un po' di “quella” vita anche dagli eventi più avversi; costruisce così la sua bolla di felicità per difendersi da un mondo ormai cieco e sordo.
Ma, possono i valori e le emozioni resistere illesi al continuo trascendere degli eventi?
Può un uomo conservare la propria identità nella dura lotta contro il destino?
Possono gli ideali sconvolgere l'esistenza di un singolo individuo e di una intera Nazione?
Non è più quello il mondo dei suoi sogni puerili; Mosca, la sua amata città, è riconoscibile solo attraverso l'occhio dei ricordi; il suo amore è partito insieme ad un bagaglio di speranze vane….
Il grido del silenzio avvolge la sua attuale esistenza e, nella precarietà della vita, non gli resta altro che difendere la propria dignità.
Del suo silenzioso addio alla vita resteranno solo poche poesie, “gramo svelamento all'individuo di un esiguo senso di sé e del proprio destino, invano dissimulato dalla meraviglia delle favole che si continuano, malinconicamente, ad inventare…..” Manuela Di Pietro

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