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Lamento di Portnoy  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da torrile   
lunedì 19 febbraio 2007
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Roth Philip
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Descrizione
Recensioni
Autore: Roth Philip
Editore: Einaudi
Philip Roth è un grandissimo della letteratura contemporanea americana.


Ho letto “Lamento di Portnoy” il romanzo che l'ha fatto conoscere al mondo dei lettori, la sua prima opera importante, dopo che avevo già letto altri due suoi romanzi più recenti, “Pastorale americana” e “Ho sposato un comunista” che, insieme a “La macchia umana” formano una trilogia sociale e politica sull'America del dopoguerra.
E proprio leggendo Pastorale americana un romanzo di una bellezza, di una ricchezza e di un'eleganza che raramente mi è capitato di incontrare, un vero capolavoro della letteratura contemporanea, mi sono innamorato di questo scrittore così ironico e irriverente nei confronti di tutta quella serie di tradizioni e tabù (in particolar modo sessuali) propri del popolo ebraico.
In America, tra l'altro l'establishment ebraico è particolarmente potente e chiaramente Roth, con i suoi romanzi si è attirato l'odio di tutta quella parte ancora fortemente ancorata alle tradizioni e che si contrappone alla componente più avanzata che, invece, con molte di queste tradizioni vorrebbe dare un bel taglio netto.
In Lamento di Portnoy l'attacco ai tabù di natura sessuale del popolo ebraico è molto violento e diretto ed è soprattutto la Madre, il bersaglio di una critica sempre portata avanti sul filo di un'ironia e di un sarcasmo feroci.
Roth non ci risparmia alcun particolare delle masturbazioni di Portnoy, questo incredibile personaggio che attraversa per intero il romanzo con un lungo monologo dal lettino dell'analista durante il quale ripercorre la sua vita ancora breve (ha poco meno di 40 anni) nel quale non è difficile ravvisare molti aspetti autobiografici.
Ma splendida è soprattutto la figura della Madre, questa istituzione, che fin dal titolo del primo capitolo ci viene presentata come “Il personaggio più indimenticabile che ho conosciuto” e poi all'esordio del romanzo “Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita” (pag. 3).
In questo romanzo, dunque c'è già moltissimo del Philip Roth che diventerà sempre più grande con i romanzi successivi il top raggiunto, come mi è capitato più volte di leggere o sentire, proprio con Pastorale americana.
Ma allo stesso tempo posso dire che anche se avessi conosciuto Roth dalla lettura di Portnoy ugualmente non mi sarei fermato lì ma avrei desiderato approfondire la conoscenza di questo scrittore; così come posso tranquillamente affermare che ancor più ora il mio desiderio di conoscere sempre più a fondo Roth mi porterà presto a leggere molti altri suoi romanzi.
Vi consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, ma se pensate che la crudezza di molte pagine, soprattutto, ripeto, dal punto di vista sessuale, possa infastidirvi e non ve la sentite di affrontarlo, ugualmente vi invito a leggere qualcos'altro di Roth (magari proprio a partire da Pastorale americana): è uno scrittore da leggere, gustare ed amare.

Luca Barbareschi
Milano, 25 giugno 2003


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