Descrizione
Recensioni
Autore:
Woolf VirginiaEditore:
Garzanti
C'è un episodio in “Fantasia 2000” della Disney (l'ultimo episodio del film per la precisione) in cui su musica di Igor Stravinskij, i cartoonist hanno immaginato il risveglio della natura dopo l'inverno e dopo un grosso incendio provocato da un'eruzione vulcanica.
Per dare immagine a questo risveglio e alla musica si sono serviti di una specie di fatina che, passando a volo sopra il terreno e gli alberi abbattuti da freddo prima e fuoco poi, ridà loro vita e colore.
Queste immagini mi sono tornate alla mente leggendo le venti pagine che costituiscono la parte centrale di questo romanzo di Virginia Woolf.
Venti pagine in cui la Woolf descrive magistralmente “il trascorrere del tempo” (questo è il titolo della seconda parte), il salto e l'anello di congiunzione tra la prima e la terza parte.
La trama è presto riassunta: in una serata estiva di inizio secolo nella casa di vacanza dei signori Ramsay nelle isole Ebridi si organizza una gita al faro per il giorno dopo che il maltempo impedirà. Dieci anni dopo la stessa gita si farà ma a prenderne parte sarà solo il Signor Ramsay con due dei suoi figli; il tempo e la prima guerra mondiale nel frattempo gli hanno portato via la moglie e due dei suoi figli.
Ma la trama non ha alcuna importanza perché all'autrice interessa scavare dentro ai personaggi, nelle loro coscienze, ne descrive i sentimenti, i moti dell'anima e non è difficile scorgere nella pittrice Lily Briscoe la stessa Virginia e il suo rapporto con la madre qui vividamente rappresentata dalla Signora Ramsay.
Ed è proprio la pittrice a diventare centro del romanzo nella sua ultima parte, quando trascorsi dieci anni riesce finalmente a portare a termine il ritratto della Signora Ramsay, iniziato appunto nella prima parte del romanzo.
Due donne, quindi, al centro del romanzo (madre e figlia nella realtà personale dell'autrice?) anche se apparentemente sono gli uomini a condurre la giornata e le vite dei protagonisti.
E poi quella parte centrale semplicemente splendida, vera poesia sotto mentite spoglie di prosa, scopriamo cosa succede quando chiudiamo le nostre case estive e gli oggetti restano per lungo tempo al buio e nel silenzio (ma è vero e totale silenzio?) ad aspettare il nostro ritorno.
Le ho lette e poi rilette quelle pagine incantato e affascinato dal potere della parola scritta quando riesce a raggiungere simili vette!
Il romanzo è, comunque, piuttosto difficile, sia per come è scritto, con pagine fitte e raramente interrotte da dialoghi diretti, sia perché è difficile individuare una vera trama da seguire, ma se avrete la voglia di affrontarne la lettura e la forza di non arrendervi alle prime difficoltà, quando arriverete alla fine scoprirete di esservi sicuramente arricchiti e di aver letto qualcosa che lascia il segno.
Luca Barbareschi
Milano, 13 aprile 2003