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Narrativa
Cenere | Cenere |
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
"Cenere" è un romanzo, e rispetta tutte le caratteristiche canoniche di esso: un protagonista, dei co-protagonisti attorno a lui orbitanti, una trama. Ciò che davvero colpisce, tuttavia, alla lettura del testo è il fiume emotivo in piena che scorre sotto questi elementi formali. Anania non ha mai conosciuto la madre, e la cerca; Anania è innamorato della figlia del patrigno; Anania è insoddisfatto e ha un rapporto ambivalente con la sua terra e la sua casa; Anania vive di visioni, sensazioni, premonizioni. L'autrice invade il cuore del lettore con l'ingombrante sentimento dell'amore filiale, reso attraverso delle ossessioni concepite e vissute, e narrato nei gesti e nell'inquietudine totalizzante che colpisce il giovane protagonista. Una considerazione ancora sullo spirito del testo, una sullo stile e una sulle impressioni personali, per concludere. Anzitutto, "Cenere" ha delle tipicità, rispetto alla letteratura di Grazia Deledda, e delle anomalie; tutte le tipicità costituiscono le vere meraviglie di questo romanzo, mentre le anomalie sono frammenti personali, genetici, che la scrittrice pone nel romanzo, inquinando a volte il costrutto dell'opera, a volte i passaggi di pausa fra un momento e l'altro dello svolgersi della trama. Lo stile appare coscientemente poco evoluto, e aderente alle intenzioni; romantico e descrittivo in proporzioni soddisfacenti, e forse a tratti forzatamente trascinato nella narrazione dell'angoscia. Ultima considerazione, sul passaggio poetico fondamentale del testo: un gioco vorticoso ed elevatissimo tra vita e morte, sublimato nella morte della dissoluta madre di Anania, che con tale gesto ridona la vita che aveva tolto al figlio non appena l'aveva messo al mondo. Andrea Senneca Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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