Il fu Mattia Pascal
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| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
Come quando, in palestra, ti senti dolorante per la contrazione di muscoli mai utilizzati nella vita reale, così lo scrittore di "Girgenti" riesce puntualmente a farti stimolare angoli della mente mai consultati, riesce a farti porre interrogativi posti su una logica dell'assurdo e dell'umano. I temi sono quelli che oggi in ogni dizionario si definiscono i temi "pirandelliani": l'esistenza, l'identità, la visione "altra" di noi, quella proiettata negli altri. La trama si sviluppa attorno alla vita di Mattia Pascal, che scompare dal luogo in cui vive, per crearsi un'altra identità rigeneratrice della sua persona consunta dal vivere sociale: quella di Adriano Meis. Mattia Pascal è morto, ma in realtà pensa, forse scrive, c'è ancora. E allora chi è Mattia? E Adriano? E chi siamo tutti noi senza il nostro nome, e senza la consapevolezza dei nostri dirimpettai della nostra esistenza quotidiana? Per riflettere su sé stessi, bisogna, per così dire, uscire da sé stessi, smettere la maschera e osservarsi almeno da una distanza di tre metri dal suolo, o meglio, osservarsi a distanza di una vita dalla propria vita. Il finale è malinconico, come malinconico è il sapore di tanti interrogativi sbocciati e non soddisfatti, perché l'autore stesso è il primo ad esserne torturato: "… confesso che di tutte queste cose non mi sono fatta ancora né certo saprò farmi mai un'idea". Andrea Senneca Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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