| Ritratto in seppia |
|
|
|
| Recensioni Narrativa | |
| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
|
Descrizione
Isabel Allende scrive benissimo, o almeno a me piace tantissimo come scrive, il che in definitiva per me è lo stesso. Mi piace perchè scrive libri che mi calano in una realtà diversa e me la fanno vivere, sognare, assaporare. Dalle sue pagine si sprigiona, per magia, l'odore dei luoghi descritti, mi sembra quasi di poter toccare gli oggetti ed i personaggi... Con "Ritratto in seppia" la Allende chiude un'ideale trilogia, o meglio la inventa, ponendo questo romanzo come trait d'union tra "La figlia della fortuna", a mio parere non male ma niente di che, e l'indimenticabile "La casa degli spiriti", figlio, e se si vuole versione (povera) al femminile, di "Cent'anni di solitudine". "Ritratto in seppia" è senza dubbio migliore di "La figlia della fortuna", ma non arriva alle vette de "La casa degli spiriti"; ciò nonostante offre una splendida carrellata di ritratti femminili, a margine dei quali si pone l'io narrante, Aurora (nipote di Eliza Sommers, protagonista del precedente romanzo), stranamente sullo sfondo, ideale narratrice delle vite straordinarie delle donne della sua famiglia. Le donne, sì, le donne di Isabel Allende hanno nervi saldi, carattere forte e sangue ardente; sono vibranti di passione: per gli uomini, alcune anche per la politica, tutte per la vita stessa, di cui sono assetate, e che vogliono vivere fino in fondo sfidando le convenzioni di un paese rigido e conservatore qual è il Cile di fine 1800. Spicca su tutte la figura della nonna materna Paulina Del Valle, gigantesca matrona, la cui immensa fortuna è da ascrivere alla sua abilità commerciale e al fiuto per gli affari; come sempre, la Allende disegna personaggi a tutto tondo, e così racconta Paulina all'apice della sua forza e del suo splendore, ma non omette poi il lento, inesorabile declino nell'età avanzata, quando piegata dalla malattia rivela anche le sue debolezze. Mi è piaciuta molto anche la storia di Severo e Nivea Del Valle, che saranno i genitori della bellissima Rosa e della chiaroveggente Clara, le quali figurano poi ne "La casa degli spiriti" rispettivamente come prima fidanzata e moglie del patriarca Esteban Trueba. Anche gli uomini sono molto presenti nel romanzo, pur se non assumono mai il ruolo di rilievo che spetta alle donne, e sembra quasi che l'autrice rinunci a scandagliare sino alla fine le profondità del loro animo, come invece fa con le protagoniste femminili, preferendo piuttosto lasciarle all'interpretazione del lettore attraverso la descrizione delle loro azioni. Tra gli uomini, è divertente la storia di Frederick Williams, dapprima maggiordomo e poi marito rispettabile della sua ex-padrona, la cui principale qualità è una lealtà estrema; bellissime e spaventose nella loro atrocità le pagine scritte sulla guerra tra Cile e Perù, alla quale partecipa il giovane Severo, ma anche quelle relative alla guerra civile in Cile nel 1891. In definitiva, un grande affresco storico e familiare, un libro bello, scritto con amore e passione, che vi consiglio di leggere. R.G. Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|