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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 19 febbraio 2007 | |
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Descrizione
"/ ricordi balzano, oggi alla mente e la realtà incupisce la mia solitudine! La distanza che questa volta ci separa, martella ancor più spieiatamente il mio cuore". Ho voluto aprire il mio intervento sulla poesia di "Tenerezza dei miei giorni lontani" (ter/.a raccolta, in ordine di tempo, di liriche dedicate ad Elettra), perché mi da modo di dire anche le cose che un critico dovrebbe tenere per sé, che al lettore, potrebbero poco interessare. Ma in questi versi c'è la testimonianza di quanto andrò a dire della poesia di Spinelli de' Santelena. "I ricordi balzano", testimoniano la vita vissuta, incupita, nella solitudine durante la quale "martella la distanza". E' commovente, leggendo queste poesie, scoprire come il luogo comune: "l'amore non ha età" acquista concretezza e testimonianza, nella sua trasfigurazione poetica. Trasfigurazione poetica, sì! Perché Gino Spinelli de' Santelena riesce egregiamente a dire i suoi sentimenti esprimendosi come un giovinetto alla sua prima esperienza amorosa. Per cui, ora, intervenendo nella sua poesia (fatto che mi riempie di gioia e mi onora, conoscendo il valore critico di chi me lo ha proposto), mi fa sentire il meno adatto a scriverne. Tuttavia mi sia concesso di leggere l'opera, insieme a voi, spiegandone l'intima essenza. Questa poesia di "Tenerezza dei miei giorni lontani", si apre all'insegna del ricordo dell'amore, visto in un paesaggio ben determinato; dove l'elegia si discosta e soprattutto contraddice l'essenzialità, ricercando nella narrazione l'effetto aggettivale dannunziano. Ma questo non toglie nulla alla purezza della poesia, che appare concretamente e volutamente umile, frugale, ma ricca di sentimenti avvolti in un languore che è peso costante fantasmi da evocare, ma come realtà che rivela, con evidenza plastica, immediata, l'assenza negli uomini, di questo sentimento che, straordinariamente, bussa quando meno tè lo aspetti e ti sommerge nell'indefinibile; lo stesso che oggi viene distrutto, cancellato, abbattuto, persino umiliato dall'uomo che corre inesorabilmente verso l'aridità di quella via inesplorata, rischiosa e impietosa perché non conosce l'amore. "Ho sognato il tuo viso di Mater Dolorosa"... (Il tuo vero volto, pag. 6) Qui sembra che il poeta non voglia camuffare nel sentimento d'amore la condizione della donna, oggi più che mai, "Mater Dolorosa" per la responsabilità di compagna, per l'altro esercizio di madre sempre più in ansia per l'avvenire del figlio. Innalzando questo viatico della donna, il poeta, come un pittore accosta, sovrappone e condensa l'amore al di là del risultato più immediato. "Oggi il mio cuore ha dovuto vestire le gramaglie più nere del mantello della morte..." (Il distacco, pag. 8) L'ultima allarmante struttura del corso dell'amore. La passione dei corpi e della loro modulazione è un godimento vivibile proprio perché la coscienza del suo "essere" stringe allo stomaco, creando un tremulo e ironico contrappunto musicale. "Ora il Tempo, grande sarto dell'Universo, ha tagliato e cucito, per noi, un vestito di tristezza...". (Un vestito di tristezza, pag. 10) II senso del tempo, della morte, trafigge continuamente la poesia spinelliana, in cui anche le cose costituiscono un interrogativo. E il giorno misurato dalle ore, dai secondi visti scendere, come la sabbia nella clessidra, è un eterno martellare sul cuore dolorosamente, perché il tempo non trascorre: è interminabile. La soffe-ranza viene sottolineata come attualità fisica permanente. Fino a questo punto, il carattere della raccolta è un invito alla meditazione sulla condizione dell'uomo di fronte all'amore, alla morte, alla sua esistenza attuale. Ma per fortuna, dice il poeta, il ricordo non è solo fonte di dolore, ma anche di conforto, come lo e l'amore. Il ricordo, in questo caso, ha il significato di vita ritrovala, in Elettra; ma anche "... groviglio I di ansia, incertezza, malinconia, solitudine, tristezza". (Tenerezza dei miei giorni lontani, pag. 12) L'amore per Elcttra si celebra maggiormente in "Dolcezza della sera"', nel ricordo di una sosta " nella solennità della chiesa", mentre il giorno finiva. Nella chiesa, la vicinanza della donna amata non è solo presenza fine a sé stessa, ma scultura del ricordo stesso. La tenerezza con cui il poeta osserva e descrive il "loro peccato" fa di quell'attimo un'esistenza nel tempo. E anche la chiesa, rifugio di pace, vive come una creatura. L'amore e la religiosità (non come fede celtica, ma come credo cattolico, quale unione: fede-amore), sono il tema radicato nella poesia spinelliana che, trova in questi versi, una fantasmagoria di luci e la dimensione intima. "Non penso che la nostra passione potrà un giorno morire poiché siamo rivestiti di innocenza, mentre il fango allaga il mondo e noi aneliamo alle supreme armonie dell'Universo...". (Mi sento in balia delle onde, pag. 18) L'incanto della trasfigurazione del sentimento d'amore puro e innocente, come se alle spalle non ci fossero anni di vita vissuta, non ci fossero stati altri legami legalizzati (forse perché "il fango allaga il mondo", e il desiderio del poeta è quello di vedere un mondo pulito in cui vivere con la sua Elettra, nata per questo dalla sua mente); convergono nella celebrazione del sentimento che lo unisce a lei, quando scrive: ^Vederti nell'assolato meriggio di agosto f mentre le rondini saettavano veloci nell'azzurro, / è slato come se tutti gli angeli del Ciclo I avescero intonato l'Alleluja per il nostro incontro". (Un attimo di felicità, pag. 19) La tavolozza si arricchisce di originalità in delicate sfumature di colore, tutta esaltata dall'incanto che la menzione di un sentimento antico quanto il mondo, acquista modernità nel decorativismo tutto di tipo tagoriano. La lirica seguente rende incantevole il legame che va progressivamente affondando nel ricordo: ^Rivedo i giorni lontani quando, ebbri di passione, / rubavamo alla vita attimi d'inteso piacere e sognavamo insieme...". (I sogni muoiono all'alba, pag. 27) ricordo che diviene, per il poeta, consolante funzione della natura umana. II vivere gli avvenimenti della modernità, quale critico d'arte e di critico letterario-, non fanno dimenticare al poeta, il fatto estremamente complesso delle esperienze dell'arte, sia per la misteriosa immensità del nuovo aspetto della realtà che con l'attività artistica si inizia a vedere, sia per l'efficacia della sintesi concettuale in cui converge sotto il nome di amore, tutto il mondo spinelliano sempre più ra-micato nell'intima raffigurazione dell'amore indimenticato e indimenticabile della sua fanciullezza; in cui si coglie un senso acuto dell'assenza, mentre torna il ricordo, sempre dolente. Egli intravvede, con la morte dell'amore la morte dell'arte, quando in realtà potrebbe trattarsi di nascita e di crescita. Ma la confusione di idee che regna tra gli artisti lo fa canatre come un bambino; e qui sta il pregio della poesia di "Tene-re/./.a dei miei giorni lontani", in cui motivi antichi e molivi nuovi, espressioni suggestive che richiamano il passato, con immagini tenere o imponenti si innestano vitalmente su di un tronco rinsecchito, su cui continua a fiorire l'amore che purifica l'aria delle nubi dell'immoralità, delle particelle tossiche che emanano le centrali nucleari, della violenza terroristica che affligge l'umanità. Sotto questo aspetto Elettra è la vita stessa e gli alti e bassi del suo trasporto, per il poeta, sono i giorni che passano mai uguali a sé stessi, ma concatenati gli uni agli altri dal calendario, e qui rappresentati nella concatenazione delle liri' che: simili e mai uguali. Mi pare che proprio nello sviluppo di questo concetto. Spinelli de' Santelena abbia acceso il linguaggio poetico, sciolto dalla funzione di qualcosa che sia presentabile e si mostra perciò nella sua funzione autentica, rispetto al linguaggio quotidiano. Proprio come avviene per la poesia di Apollinaire nella quale non appare mai chiaro, nemmeno una volta, se sia l'amico, l'albero o il suo "alter ego" ad agire, senza però che sia stato accordato un primato ermeneutico. Sotto questo aspetto Gino Spinelli de' Santelena affronta anche il problema dell'arte moderna che, a mio avviso, appare molto più una problematica dell'estetica che dell'arte stessa. La composizione in base a brandelli di significati che popola la poesia contemporanea, nella poesia di Spinelli de' Santelena dissolve i significati ed estende diffusamente le forme artistiche più di quanto sia possibile rico-noscerla oggi. Egli ha applicato l'attuazione della prognosi di Hegel, sull'arte contemporanea: "concepire l'arte come una forma di verità, o meglio come una successione di forme, e cioè come differenzazione della visione del mondo". Reno Bromuro Gino Spinelli de' Santelena: "Tenerezza dei miei giorni lontani". (Liriche per Elettro). I quaderni di "Pensiero ed Arte". Bari 1987. Recensioni utenti Non ci sono recensioni degli utenti. Accedi o registrati per scrivere una recensione. |
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