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domenica
nov 23
I ribelli  PDF Stampa E-mail
Recensioni Narrativa
Scritto da Redazione   
lunedì 19 febbraio 2007
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Marai Sandor
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Descrizione
Recensioni
Autore: Marai Sandor
Editore:  

Ho da poco finito di leggere questo libro, che mi ha incuriosita molto per via dell'autore. Non so se vi ricordate, qualche estate fa si parlava esclusivamente di un libro, "Le braci", di Sandor Marai. La fama era meritata, era davvero un bel libro, ben scritto e pieno di pathos, teso ad una rivelazione finale che, purtroppo, non sarebbe mai arrivata. Poi ho letto "L'eredità di Eszter", che era, a mio parere, ancora più bello, sia pure molto simile nel genere. Infine, "La recita di Bolzano", stavolta diverso, e finalmente un romanzo non solo di "interni", ma in cui la scena si svolge in più luoghi e paesi, e con maggiore varietà di personaggi. Quest'ultimo romanzo mi aveva fatto pensare anche a Schnitzler ("Il ritorno di Casanova") e ad alcune opere di Milan Kundera. Ora arriva questo "I ribelli" e di nuovo si cambia scena e ambientazione, soprattutto con riguardo ai primi due romanzi citati, anche se lo stile resta, inconfondibile, quello di un maestro della scrittura. Siamo in un paese dell'Ungheria sul finire della Prima Guerra Mondiale, e il futuro degli uomini è, per quanto ne sanno, di combattere al fronte. C'è poi chi uomo ancora non è, ma sta per diventarlo, e si ribella alla sua stessa natura, al mondo degli adulti, alle responsabilità, alla vita dei padri, alle leggi degli adulti, e, in definitiva, implicitamente, spera e teme di ritardare la propria partenza per il fronte restando nel sicuro mondo dell'infanzia. Abel (alter ego non troppo dissimulato dell'autore), Erno, Bela ed il bello e femmineo Tibor, ai quali si aggiunge talvolta il fratello di quest'ultimo, Lajos, che si accompagna a loro: ecco i componenti della Banda, come loro stessi amano definirsi. Leggo sul risvolto di copertina che Marai è definito "maestro delle passioni", e sono d'accordo, ma solo se con ciò si intendono le passioni segrete e taciute, e perciò tanto più laceranti, le passioni morbose, l'erotismo implicito e strisciante che fa da filo conduttore all'intero romanzo. I rapporti che legano i ragazzi della banda sono ad un tempo di attrazione e ripulsa; tutti si contendono i favori del giovane Tibor, e ciò favorisce complicità e tradimenti reciproci. Ma tutto sembra cambiare quando nella banda si inserisce un adulto, un attore, che li affascina tanto quanto egli stesso è affascinato dalla vitalità e dalla giovinezza dei ragazzi; l'attore li esalta nei loro giochi e li spinge verso un punto di non ritorno... Ma è davvero lui il burattinaio che tira i fili e ordisce le storie, o una presenza ancora più oscura, laida e sordida muove le loro vite e li spinge verso la sua tana per impossessarsi della loro innocenza? Lo sfondo è, come ho detto, quello della guerra, che stranamente sembra non toccare la pigra vita della cittadina di provincia, ma che invece è sempre presente, di sottofondo, influenzando la vita di tutti, delle donne e dei fanciulli che sono rimasti privi di padri e mariti, e che ne sentono la mancanza, non tanto o non solo come persone, ma come figure forti, i capi della famiglia, coloro che danno l'ordine e la disciplina. Per finire posso fare solo alcune considerazioni personali: come in altri romanzi di Marai, trovo il ritmo all'inizio molto lento, che si fa però via via più concitato verso la fine, con un rapido susseguirsi di colpi di scena. Vi è una attesa spasmodica, che sembra infinita, per un epilogo prevedibile solo nella sua tragicità, ma anche atteso nella sua ineluttabilità. Nessuno si può sottrarre al proprio destino. R.G.

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